Prince concerto di Nizza del 25 luglio 2010

qui si parla di tour, concerti, biglietti, aftershow del piccolo grande uomo viola.
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shy
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Prince concerto di Nizza del 25 luglio 2010

Messaggio da shy »

Non pensavo proprio di riuscire a vedere una data del tour 2010 di Prince.
L’aggiunta della data di Nizza mi ha dato questa possibilità.
Nikaia Palace appunto. Ma com’è questa location?
E’ imponente e particolare. In pratica, un palazzetto che potremmo definire “modulare”, per come può essere utilizzato a seconda delle circostanze. In questo caso un lato del palazzetto è stato aperto per ospitare il palco e all’esterno trovano posto gli spettatori del prato e delle tribune.
Ergo, in caso di pioggia il Principe e la band sarebbero stati all’asciutto mentre i fans sarebbero stati annaffiati. Ok, no problem. La serata è stata perfetta, con tanto di luna a salutare l’evento.
Nell’attesa dell’inizio del concerto gli speaker hanno sparato 3 o 4 volte l’album 20ten. Forse qualcuno non lo conosce, ho pensato. Cosa abbastanza strana ma non inedita. Ricordo ad esempio i concerti del 1998 con l’album NewPowerSoul ad intrattenere il pubblico.
Inizio previsto per le 20 e 30. Strano penso io mentre guardo il palco, dubbioso sulla possibilità di un’entrata in scena con la luce del sole ancora presente. Figurarsi se Prince trascura un dettaglio del genere! Infatti… alle ore 21,45 circa, arriva sul palco Cassandra O'Neil per dare il via alle danze.
Dopo una breve intro, si parte subito con gli accordi di Purple Rain, si spengono le luci, tutto diventa viola e un boato d’amore/stupore si leva dal pubblico.
Tutte le fatiche per arrivare a Nizza, per organizzarsi, i soldi spesi, le ferie prese per questa toccata e fuga… ecco, tutto sparisce in pochissimi secondi di musica. In quel momento capisci perché sei ancora fan dopo tutti questi anni, perché ormai è una parte di te. Il tuo dna ha “l’informazione Prince” scritta a lettere cubitali.

Il Principe si presenta dopo un paio di minuti dall’inizio del brano e inizia a condividere il suo talento al pubblico rapito e a tratti incredulo. Incredulo di trovarsi di fronte ad un 52enne in forma smagliante, che ha energia da vendere, bravura immensa e capacità d’intrattenimento uniche.
Ok, il solito Prince dico io.
No, invece qualcosa di diverso si nota subito. Se a Montreux i movimenti del nostro erano minimi qui sembrava molto più sciolto e divertito. Fatto sta che durante lo show ha ballato, non intendo che si è mosso leggermente, no no no no no! Ha ballato! Ha fatto movimenti da mimo, piroette e tutto il bagaglio di mosse a cui siamo stati abituati nel corso degl’anni. Certo, il tutto è stato limitato e non si sono viste spaccate ma per uno che, un giorno si e uno no, è in clinica per problemi alle anche (come si legge ovunque, tra un tour e l’altro) direi che non ci si poteva di certo lamentare.

La scaletta la conoscete tutti immagino, comunque eccola:

- purple rain
- let’s go crazy
- delirious/coda di let’s go crazy
- 1999
- Shhh
- Cream
- Musicology
- A love bizarre
- Controversy
- Angel
- Nothing compare 2 u
- Take me with u
- Guitar
- Little red corvette
- Kiss
- Mountains/Shake your body (down to the ground)
- Everyday people/I want to take you higher
- Forever in my life
- When we will be paid
- Dreamer
- Dance (disco heat)

Come in molti hanno già fatto notare altrove, della scaletta si può dire tutto tranne che sia originale o fantasiosa. Di sorprese qui ce ne sono poche. Sembra una scaletta fatta ad hoc per il pubblico che conosce Prince per i suoi successi e magari che non lo ascolta da vent’anni a questa parte.

PARENTESI POLEMICA1_________________________________________________________
I brani più recenti sono Dreamer (da Lotus Flower) e Musicology (da Musicology). Nessun brano da 20ten. E qui volevo arrivare. Perché mi chiedo? Mi date una mano a capire? Prima il disco non esce nei negozi ma solo in alcune riviste, poi non riceve promozione nemmeno dalla mente che l’ha concepito. Mi chiedo ancora… perché? Cosa bolle in pentola? Non lo ritiene abbastanza bello? Lo stufa? Non crede, motivazione che io credo più plausibile, che al grosso del pubblico interessi sentire brani da questo disco? Carissimo Prince, per chi suoni tu? Per te stesso mi andrebbe bene, per il TUO pubblico anche. Per chi suoni? Per l’ascoltatore medio? Lo stesso che se non gli suoni Purple Rain o Kiss ti sputtana ai quattro venti? Il pubblico che rideva del tuo cambio di nome? Ok, basta polemiche, sono domande che mi sono fatto e mi piacerebbe avere una vostra opinione.
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Inutile dire che tutti le canzoni sono state suonate in maniera impeccabile da una band sicura e affidabile. Josh e Cora Dunham sono, a mio avviso, una buonissima sezione ritmica. Non hanno particolari spunti ma sono certamente molto funzionali. Le tre coriste hanno cantato veramente bene e “angel” ha mostrato le qualità di Shelby, secondo me da brivido.
Morris Hayes alla tastiera ha fatto il suo. Verso la fine del concerto si è presentato sul palco anche Renato Neto (o così mi sembra d’avere visto).
Durante lo show sono state molte le incursioni di Frederic Yonnet. Io, perdonate se mi ripeto, avrei fatto volentieri a meno di questo bravissimo musicista in cambio di una sezione fiati. Mi è mancata la sezione fiati e non poco. L’armonica nella musica di Prince non riesco proprio a mandarla giù. Capisco lo strumento in alcuni brani (thieves in temple) ma dal vivo proprio non lo digerisco. Come sempre i gusti sono gusti no?
Il concerto è stato suonato dall’inizio alla fine senza campionamenti registrati e senza nessun orpello. Voglio dire, un delay sulla voce di Prince durante Purple Rain ci starebbe no? Come nel disco… no, invece nemmeno quello. NIENTE orpelli o abbellimenti sonori. Tutto suonato.
Il palco era semplice ma bello da vedere. Luci ben studiate e maxischermo dietro la band. Maxischermo che alternava alle immagini live dei musicisti, grafiche, scritte e l’immancabile simbolo tanto amato (da noi pazzi).
Gli highlights dello show:

- purple rain: chi può permettersi di iniziare il concerto con “il brano” per eccellenza. Chi può permettersi di partire con il suo brano più riconosciuto e più importante? Ecco, lui può. Inizia il concerto con Purple Rain e ti stende subito. Non hai nemmeno il tempo per organizzare le emozioni che lui te le ha già stuprate!

- shhh: questa l’ha fatta benissimo, cantata da Dio e suonando la chitarra alla Prince (perciò, anche in questo caso, da Dio). Il finale mi ha provocato una crisi isterica per l’ammirazione e l’emozione. Stupenda.

- little red corvette: prima di questa canzone c’è stata una lunga pausa. Palco buio, il suono di un temporale esce dalle casse. Il simbolo squarcia il buio e rimane sospeso per alcuni minuti, poi parte un arpeggio di chitarra che esegue le note del brano e si parte. Versione mozzafiato, simile a quella proposta a Montreux. Assoli di chitarra in connessione diretta con il paradiso. Mamma mia.

- mountains: a me questo brano piace da impazzire e sentirlo dal vivo è stata un’esperienza magnifica. Quel clap con il delay è troppo figo. Memorabile.

- forever in my life: ricordate quando ho detto “nessun campionamento registrato”? Ecco, l’eccezione che conferma la regola. La batteria è stata fatta girare a loop con i suoni originali del disco. Lui ha cantato benissimo e fatto interagire il pubblico come solo lui sa fare.

- dreamer: non amo particolarmente questo brano ma dal vivo devo ammettere che fa la sua sporchissima figura. Mi è piaciuto molto come Prince ha utilizzato la sua voce in sovrapposizione con la chitarra. Rock’n roll is alive and it STILL lives in Minneapolis!

Ok, questi gli highlights.
Ma quail sono stati i punti bassi? Ce ne sono stati? Ma soprattutto, come si chiamano i “punti bassi” in inglese? Lowlights? Boh.
I punti bassi sono state sostanzialmente tutte le cover. Io dico, sei Prince. Sono venuto a vedere un tuo concerto perché amo la Tua musica. Vorrei sentire, che ne so, un brano come Electric Intercourse oppure come Empy Room. Onestamente, perdonami Prince, non mi frega un beneamato C di ascoltare “I want to take you higher”.
Detto questo, mi sta bene. A quanto pare è musica che ama e che vuole suonare per il proprio piacere personale. Ok. Non condivido ma ok.
125Euro ma ok.
820 Km in macchina ma ok.
Ok.

Finito il concerto un ometto provvisto di cellulare si è presentato sul palco per comunicarci, prima di aver ascoltato “qualcuno” dargli questa indicazione, che Prince avrebbe suonato un aftershow a Cannes presso il Club Palais. Dopo questa direttiva l’omino ha portato ancora l’orecchio al cellulare per comunicarci che “la voce” (sembra un horror eh?) ringraziava tutti per la serata e ci ricordava l’amore incondizionato per i 14000 presenti
125euro, ok. Eh eh eh.

Dopo una breve ma intensa battaglia verbale con le mie accompagnatrici (sempre loro, Purple Mama e Purple Paola) e una breve sosta per mangiare qualcosa presso un fastfood pessimo, ci siamo diretti verso il club Palais di Cannes.
Colgo l’occasione per ringraziare l’inventore del navigatore. Grazie, ti voglio bene. Anzi, credo proprio d’amarti.
Detto questo, arrivati al club il panico mi ha subito assalito.

PARENTESI POLEMICA2________________________________________________________
Prima di tutto NON veniva assolutamente comunicato il prezzo d’entrata al locale. Locale d’alto livello chiaramente. Il livello era percepibile e ostentato in ogni forma. La cosa più incredibile però era la gente che bazzicava fuori dal club. Giovani fighetti, donne dai facili costumi ma del genere Escort non del genere Puttana (genere, il secondo, che sicuramente rispetto di più).
In più, dubito fortemente mi avrebbero fatto entrare. Qualcuno presente a Nizza ha notato un tamarro con canottiera da pizzaiolo e tatuaggio ben in vista da buon truzzo? Ecco, ero io. Se avete pensato “quello per far vedere il tatuaggio si è messo la canottiera” c’avete preso alla grande. Il tamarro ero e sono io.

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Tutti questi motivi, uniti alla stanchezza e alla mancanza denaro mi hanno spinto a dire di NO a Prince. Mica male eh? Che soddisfazione, ho detto NO a Prince.
Dai resoconti che ho pescato in rete non credo d’essermi sbagliato più di tanto sui frequentatori del locale. Sembra anche che, grazie alla donazione di un misterioso pakistano, lo champagne scorresse a fiumi. Si dice che le 400 bottiglie di champagne offerte abbiano creato un’orda di ubriachi e che molta della gente presente fosse “high” di coca. Boh, solo voci. Per quello che ho visto da fuori non mi sorprende la cosa. Sia chiaro che se non sono entrato è perché non percepivo NESSUNA vibrazione positiva. Sempre dai resoconti presi da internet ho letto di uno spettacolo breve ma intenso e ho letto di molti fan di Prince presi malissimo dall’atmosfera della serata! Prezzo per la sola entrata 50 Euro, una bottiglietta di acqua Evian 10 Euro.
Sticazzi.

Tirando le somme a fine esperienza cosa posso dire? Posso semplicemente dire che cercherò sempre di andare ai concerti di Prince fino a quando mi sarà (e gli sarà possibile), perché rimane sempre un’esperienza unica. Esperienza che va oltre la scaletta del concerto, ormai solo un pretesto per l’esibizione del Nostro. Vedere Prince dal vivo per me è tornare a casa e ritrovare un parente caro. Vederlo stare bene e in forma mi rende felice. Sentire la sua voglia di suonare mi da energia e mi sprona a fare meglio.
Tutti gli errori e le critiche verso di lui, fatte anche da me, si azzerano ad ogni tour. Perché lui è così, non puoi tenergli il muso.
Pretende tanto ma da tantissimo.
Al prossimo tour.

La recensione completa di foto la trovate qui: http://princeofminneapolis.blogspot.com/2010/07/prince-concerto-di-nizza-del-25-luglio.html
"che se ne parli pure di me, nella peggior delle ipotesi anche bene" Salvador Dalì

Per tutti e per nessuno...

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